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Il mix dolente dell'Italia
Thursday, December 10th, 2009Leggiamo questo articolo dalla rivista Carta e ve lo riproponiamo:
Per il 71,5 per cento delle famiglie italiane, il reddito mensile è sufficiente a coprire le spese [al sud scende al 63,5 per cento]. Per il 28,5 per cento che non ce la fa, la soluzione è il ricorso a una pluralità di fonti alternative: il 41 per cento ha intaccato i risparmi, in oltre un quarto delle famiglie uno o più membri hanno svolto lavoretti saltuari aggiuntivi, il 22 per cento ha usato la carta di credito per rinviare i pagamenti, il 10,5 per cento ha chiesto prestiti a familiari o amici, l’8,9 a istituti finanziari, il 5,1 per cento ha acquistato a credito dai commercianti disponibili. Una situazione pagata dal punto di vista psicologico dal 36 per cento degli italiani, colpiti da stress legato molto alla crisi: la percentuale sale a quasi il 53 per cento tra le persone con reddito più basso. Un paese in sofferenza, quello descritto dal Censis. «C’è un dolente mix di stanchezza e vergogna per i tanti fenomeni di degrado valoriale o comportamentale che caratterizzano la vita del Paese e c’è di conseguenza la speranza di uscirne con una propensione di pensare al dopo, a una società capace di migliorarsi», ha detto oggi Giuseppe De Rita, presidente del Censis, nel presentare il rapporto sulla Situazione sociale del paese 2009, che evidentemente non indaga solo l’impoverimento economico e materiale degli italiani. «Siamo una società di replicanti ma non sappiamo se quella replica può avere successo nel futuro. Tutto l’intervento politico, sino a oggi, è andato nella direzione secondaria. Non si è usata la crisi per trovare soluzioni diverse. Oggi siamo solo replicanti e soli nella replica», dice ancora De Rita, che disegna un futuro prossimo allarmante e, per ora, registra il protagonismo solo delle imprese. «Le imprese hanno cambiato le strategie mentre noi intellettuali e politici siamo sempre gli stessi. Il sistema, in alcuni casi, va dove lo portano i grandi capitali d’impresa. Chi governerà questo nuovo sistema? Oggi gli interessi si rappresentano direttamente, l’agibilità è diretta. Si va in prima persona dal potenziale alleato o dall’avversario. Questa tattica distrugge i soggetti intermedi e quindi la politica che è il principale soggetto intermedio».




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